Storia

 

lo stabilimento della Cooperativa Insieme

La Cooperativa agricola “Insieme“ è nata a giugno del 2003 per iniziativa di dieci soci fondatori, in maggioranza donne. Il suo scopo dichiarato era favorire il ritorno a casa dei profughi e delle profughe e superare i mille ostacoli materiali e psicologici alla ripresa di una vita in comune.

Oggi la Cooperativa riesce a sostenere i contadini nella fase della produzione e si occupa della raccolta, della surgelazione, della trasformazione e della vendita di prodotti derivati da piccoli frutti. La scelta dei piccoli frutti è coerente con la storia dell’agricoltura tradizionale dell’area, favorita da buone condizioni climatiche e dall’analisi delle risorse umane disponibili.

campo di lamponi

Gli investimenti necessari a riprendere la coltivazione sono limitati, perché le terre sono già di proprietà delle famiglie dei produttori. Generalmente si tratta di piccoli appezzamenti da 1.000 a 5.000 mq. La Cooperativa produce nei suoi vivai piante di prima qualità di lamponi, more e piccoli frutti e le distribuisce a credito ai contadini (il costo delle piantine è trattenuto successivamente, dal ricavo della raccolta).

 

Maja e Nermina, agronome

Tecnici specializzati assistono e formano i produttori garantendo la sostenibilità del progetto.
L’esperienza della Cooperativa, nel processo che va dalla produzione alla vendita dei prodotti, stimola lo sviluppo e la gestione autonoma di nuove aziende agricole.

ESPERIENZA E ATTIVITA’

Anni di lavoro possono essere sintetizzati in queste attività principali:

– riattivazione e incremento della produzione di piccoli frutti, tramite la promozione dei valori della cooperazione e di metodi di produzione moderni ed eco-sostenibili;
– formazione e specializzazione continua dei produttori e degli agronomi locali;
– costruzione dei vivai adatti a produrre piantine di ottima qualità;
– diffusione di tecniche moderne di coltivazione (irrigazione, fertilizzazione);
– introduzione di nuove varietà di lamponi (resistenti e adattabili) che prolungano il periodo di vegetazione ed aiutano a ottimizzare l’uso della forza lavoro;
– realizzazione di un proprio impianto di surgelazione per diventare indipendenti da commercianti e mediatori locali (che costringevano i produttori a vendere la loro frutta a prezzi troppo bassi);
– realizzazione di un laboratorio per la trasformazione di una parte del prodotto raccolto (confetture, succhi di frutta, prodotti bio).