Giulia Globalist.it – novembre 2012

Posted on by on febbraio 28th, 2013 | 0 Comments »

estratto dall articolo:
La terra riconquistata dalle donne
di Barbara Romagnoli

(…) Erika Marrone, responsabile qualità per Alce Nero e Mielizia, è emozionata e ha la voce che le trema un po’. Ha il compito di presentare una degustazione dal sapore molto “politico-sociale”. Siamo nello stand della Coop nel primo padiglione, affollato come tutti gli altri spazi ma è indubbio che i frequentatori del Salone siano un po’ meno “impegnati” di quelli di Terra Madre. Eppure, a sentir parlare Erika di Bosnia Erzegovina, di uno stabilimento che ha ottimi standard di qualità, anche se è in una zona martoriata, di come la guerra travolge le relazioni e ne fa nascere di nuove, qualcuno timidamente si avvicina e ascolta, molto attentamente.

È una storia cominciata dieci anni fa, quando alcune donne profughe cacciate via dalla Bosnia, tornano dopo qualche anno nei loro territori e decidono di ricominciare a coltivare i lamponi e i frutti di bosco, mettono su una cooperativa di 10 soci, quasi tutte donne, e ora sono diventati 500 e stanno cercando di non mollare. Nonostante la Bosnia non venga ammessa in Europa, e quindi loro non possano accedere ai sussidi, nonostante il loro territorio, a pochi passi da Srebrenica, sia ancora pieno di ferite aperte, nonostante l’indifferenza dei paesi vicini, queste donne hanno scelto di ricominciare a coltivare la speranza. Da metà novembre le loro marmellate, buonissime, e i loro succhi, in realtà è più corretto dire nettari di frutti tanto sono puri, saranno in vendita presso i negozi Coop dell’Italia del Nord, con l’etichetta ‘Frutti di pace”.

“Non sono qui per parlare del passato – spiega Rada Zarkovic, socia fondatrice della cooperativa Insieme – ma per provare a immaginare il futuro, perché come troverete scritto sui nostri prodotti ‘per un mondo migliore non basta sognare/con i frutti di pace lo puoi cambiare’. Sono sicura che il primo vaso lo acquisterete per simpatia umana, perché vi stiamo raccontando la nostra storia non facile, ma il secondo lo comprerete perché vi è piaciuto, perché ci troverete la qualità. E noi puntiamo tutto sul secondo vaso.”

L’articolo originale e intero su Giulia

 

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